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L’ ELDR, riunitosi in congresso a Bath (UK), riconoscendo il ruolo
dell’ulteriore integrazione europea nella promozione del successo
economico, di una maggiore occupazione ed incisività dell’azione
politica, richiede un più efficace coordinamento fra gli stati
membri attraverso:
- la promozione delle opportunità di lavoro
- il riconoscimento della necessità di promuovere lo sviluppo
sostenibile
- la promozione di uno sviluppo economico a lungo termine in Europa
- il continuo progresso verso l’accesso di nuovi stati membri,
nel rispetto pieno dei criteri di Copenhagen
- il pieno rispetto degli impegni che l’Unione ha preso nei confronti
dei paesi in via di sviluppo
- una maggiore trasparenza nell’assunzione delle decisioni
- il rispetto dell’accordo sul contenimento del bilancio vicino
al pareggio o in eccedenza attraverso il ciclo economico
- il sostegno della concorrenza nella tassazione quale principio guida,
temperato solo dall’armonizzazione fiscale finalizzata a correggere
le distorsioni sul commercio
- la rigorosa applicazione delle regole sulla concorrenza
- l’ulteriore completamento del mercato unico, particolarmente
per i servizi finanziari, e l’ulteriore liberalizzazione dei monopoli
nel mercato dei trasporti, servizi postali, energia e telecomunicazioni,
con il rispetto di tutti gli obblighi del servizio pubblico
- il riconoscimento dell’importanza dell’apertura dei mercati
per assicurare l’efficienza e la competitività interna
Il congresso perciò invita tutte le autorità ed i governi
dell’Unione a:
- Rispettare l’impegno per le riforme economiche, assumendo le
decisioni politiche conseguenti, in adempimento delle previsioni dei
trattati europei sui servizi di interesse economico generale e sulla
coesione economica e sociale. In particolare i regolamenti fiscali,
finanziari e bancari devono incoraggiare e proteggere l’innovazione
nello SME, quale motori di un’economia dinamica e strumento di
creazione di lavoro.
- Sollecitare i ministri economici e finanziari ad assumere le loro
responsabilità per tali riforme, evitando un ricorso troppo frequente
al diritto di veto in sede di consiglio europeo
- Promuovere e permettere la creazione di una stanza di compensazione
inter-bancaria in euro.
- Accelerare il processo di riforma del mercato del lavoro particolarmente
in stati come Germania, Francia ed Italia.
- Assicurare che i disoccupati non facciano affidamento per lungo tempo
su redditi di sostegno (benefits), offrendo loro accesso a piani di
riconversione e formazione che gli assicurino le competenze richieste
dal mercato del lavoro o altre strade per rientrarvi, assicurandosi
che tali opportunità siano sfruttate
- Sollecitare la Commissione e gli stati membri a raggiungere un accordo
sui rimanenti elementi del Piano di Azione sui Servizi Finanziari, ivi
comprese le sette direttive attualmente sotto esame.
- Richiamare gli stati membri a rispettare le loro scadenze per gli
elementi del Piano di Azione sui Servizi Finanziari, nominalmente la
fine del 2003 per la legislazione sul mercato delle securities e il
2005 per le rimanenti misure, principalmente per il retail.
- Sottolineare l’importanza del capitale di rischio per gli start-up
e la prima fase del venture capital.
- Dare il benvenuto alla ferma applicazione da parte della Commissione
della politica di concorrenza.
- Accelerare la creazione di commercio di servizi transfrontaliero,
assicurandosi che sia rispettato il principio che tutti i servizi approvati
per la vendita in uno stato membro dovrebbero essere autorizzati in
un altro stato membro, principio fondativo del Mercato unico.
- Mettere la trasparenza del decision making al centro degli obiettivi
della UE, specialmente nel caso della Banca Centrale Europea. Assicurare
l’indipendenza della BCR dall’influenza politica da parte
del Consiglio dei Ministri.
- Riaffermare il bisogno di un “Patto di Stabilità e Crescita”
rigido che limiti i deficit di bilancio al 3% del PIL, rinforzato da
un sistema di early warning basato su obiettivi operativi per bilanci
regolati sui cicli economici, secondo quanto concordato nelle Linee
guida di Politica Economica. Richiamare gli stati membri, in particolare
la Francia, la Germania, l’Italia e il Portogallo, a compiere
un rinnovato sforzo per rispettare gli obblighi assunti nell’ambito
dei Trattati.
- Dare ai Paesi in via di Sviluppo libero accesso unilaterale ai mercati
UE senza precondizioni come il modo più efficace di aiutare il
loro riaggancio alle dinamiche di svuiluppo. Questo significa che è
inevitabile ridurre e alla fine abolire tutti gli aiuti alla produzione,
includendo parti rilevanti della Politica Agricola Comune, secondo un
ben definito calendario. Questo è l’unico modo di assicurare
una giusta concorrenza e dare ai paesi in via di sviluppo una buona
possibilità di competere nel nostro mercato comune.
- Aumentare gli sforzi per ridurre e/o cancellare i debiti delle nazioni
più povere a di aumentare le risorse dedicate al raggiungimento
dei Millennium Development Goals.
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