Ultimo aggiornamento:
20/07/07 - 20:09
 

       
16 / 18 ottobre 2002
XIII Congresso del Partito ELDR
Bath 2002


Risoluzione congressuale
 
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L’ ELDR, riunitosi in congresso a Bath (UK), riconoscendo il ruolo dell’ulteriore integrazione europea nella promozione del successo economico, di una maggiore occupazione ed incisività dell’azione politica, richiede un più efficace coordinamento fra gli stati membri attraverso:

  • la promozione delle opportunità di lavoro
  • il riconoscimento della necessità di promuovere lo sviluppo sostenibile
  • la promozione di uno sviluppo economico a lungo termine in Europa
  • il continuo progresso verso l’accesso di nuovi stati membri, nel rispetto pieno dei criteri di Copenhagen
  • il pieno rispetto degli impegni che l’Unione ha preso nei confronti dei paesi in via di sviluppo
  • una maggiore trasparenza nell’assunzione delle decisioni
  • il rispetto dell’accordo sul contenimento del bilancio vicino al pareggio o in eccedenza attraverso il ciclo economico
  • il sostegno della concorrenza nella tassazione quale principio guida, temperato solo dall’armonizzazione fiscale finalizzata a correggere le distorsioni sul commercio
  • la rigorosa applicazione delle regole sulla concorrenza
  • l’ulteriore completamento del mercato unico, particolarmente per i servizi finanziari, e l’ulteriore liberalizzazione dei monopoli nel mercato dei trasporti, servizi postali, energia e telecomunicazioni, con il rispetto di tutti gli obblighi del servizio pubblico
  • il riconoscimento dell’importanza dell’apertura dei mercati per assicurare l’efficienza e la competitività interna

Il congresso perciò invita tutte le autorità ed i governi dell’Unione a:

  1. Rispettare l’impegno per le riforme economiche, assumendo le decisioni politiche conseguenti, in adempimento delle previsioni dei trattati europei sui servizi di interesse economico generale e sulla coesione economica e sociale. In particolare i regolamenti fiscali, finanziari e bancari devono incoraggiare e proteggere l’innovazione nello SME, quale motori di un’economia dinamica e strumento di creazione di lavoro.
  2. Sollecitare i ministri economici e finanziari ad assumere le loro responsabilità per tali riforme, evitando un ricorso troppo frequente al diritto di veto in sede di consiglio europeo
  3. Promuovere e permettere la creazione di una stanza di compensazione inter-bancaria in euro.
  4. Accelerare il processo di riforma del mercato del lavoro particolarmente in stati come Germania, Francia ed Italia.
  5. Assicurare che i disoccupati non facciano affidamento per lungo tempo su redditi di sostegno (benefits), offrendo loro accesso a piani di riconversione e formazione che gli assicurino le competenze richieste dal mercato del lavoro o altre strade per rientrarvi, assicurandosi che tali opportunità siano sfruttate
  6. Sollecitare la Commissione e gli stati membri a raggiungere un accordo sui rimanenti elementi del Piano di Azione sui Servizi Finanziari, ivi comprese le sette direttive attualmente sotto esame.
  7. Richiamare gli stati membri a rispettare le loro scadenze per gli elementi del Piano di Azione sui Servizi Finanziari, nominalmente la fine del 2003 per la legislazione sul mercato delle securities e il 2005 per le rimanenti misure, principalmente per il retail.
  8. Sottolineare l’importanza del capitale di rischio per gli start-up e la prima fase del venture capital.
  9. Dare il benvenuto alla ferma applicazione da parte della Commissione della politica di concorrenza.
  10. Accelerare la creazione di commercio di servizi transfrontaliero, assicurandosi che sia rispettato il principio che tutti i servizi approvati per la vendita in uno stato membro dovrebbero essere autorizzati in un altro stato membro, principio fondativo del Mercato unico.
  11. Mettere la trasparenza del decision making al centro degli obiettivi della UE, specialmente nel caso della Banca Centrale Europea. Assicurare l’indipendenza della BCR dall’influenza politica da parte del Consiglio dei Ministri.
  12. Riaffermare il bisogno di un “Patto di Stabilità e Crescita” rigido che limiti i deficit di bilancio al 3% del PIL, rinforzato da un sistema di early warning basato su obiettivi operativi per bilanci regolati sui cicli economici, secondo quanto concordato nelle Linee guida di Politica Economica. Richiamare gli stati membri, in particolare la Francia, la Germania, l’Italia e il Portogallo, a compiere un rinnovato sforzo per rispettare gli obblighi assunti nell’ambito dei Trattati.
  13. Dare ai Paesi in via di Sviluppo libero accesso unilaterale ai mercati UE senza precondizioni come il modo più efficace di aiutare il loro riaggancio alle dinamiche di svuiluppo. Questo significa che è inevitabile ridurre e alla fine abolire tutti gli aiuti alla produzione, includendo parti rilevanti della Politica Agricola Comune, secondo un ben definito calendario. Questo è l’unico modo di assicurare una giusta concorrenza e dare ai paesi in via di sviluppo una buona possibilità di competere nel nostro mercato comune.
  14. Aumentare gli sforzi per ridurre e/o cancellare i debiti delle nazioni più povere a di aumentare le risorse dedicate al raggiungimento dei Millennium Development Goals.