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Posta in pianura, in un punto strategico della Valle umbra, la città
di Foligno prende origini da antiche popolazioni umbre, assoggettate
a Roma dopo la battaglia di Sentino nel 296 a.C. Nell'alto medioevo Foligno fece parte del ducato longobardo di Spoleto mentre già nel XII sec. entrò nell'orbita politica della Chiesa ma le armate di Federico II la trasformarono in un caposaldo ghibellino. Nel 1305 il guelfo Trinci fondò la signoria che durò fino al 1439 quando la città entrò a far parte, fino all'unità d'Italia, dello Stato Pontificio. Fin dal '400 l'economia folignate appare florida grazie alle industrie manifatturiere, alla fertile campagna ben coltivata, alle numerose botteghe e alle fiere periodiche. Tanta parte della fortuna della città è legata alla produzione della carta , e la centralità commerciale all'interno dello Stato Pontificio, che si estendeva dalle Romagne al Lazio lungo l'asse vario della via Flaminia, sono alla base della plurisecolare fortuna della tipografia folignate che vede già nel 1472 venire alla luce la prima edizione della Divina commedia di Dante Alighieri ad opera del magontino Numeister e del folignate Orfini. L'uso razionale delle acque dei fiumi Topino e Menotre, unitamente alle progressive bonifiche della pianura, circondano la città stesa di orti tutti irrigui che, proprio in età barocca, vanno ad arricchire gli spazi verdi, di cui l'area urbana medioevale era già ben fornita,di giardini "all'italiana" dei quali ancor oggi si conservano le tracce.Infatti, nel '500 e nel '600 la vocazione commerciale della città si consolidò e notevoli capitali furono investiti, in parte all'agricoltura e in parte per costruire e abbellire le dimore signorili, cioè i numerosi palazzi che ancora oggi adornano Foligno e danno, nell'Umbria per lo più medioevaleggiante, l'impronta barocca e moderna alla città della Giostra della Quintana e del "Barbanera".
Foligno - terremoto |
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