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20/07/07 - 19:53

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
4 Giugno 1999
SALERNO: ore 12:00
La quarantunesima tappa

Salerno

Siamo "nel mezzo del cammin di nostro viaggio".

Per l'ultima tappa campana, e' prevista una conferenza stampa all’Hotel Italia.

Per arrivarci, dopo esserci aperti un varco fra i salernitani venuti ad accogliere Di Pietro, Procacci e la Lollobrigida, percorriamo Corso Vittorio Emanuele, via principale che porta al centro storico, insieme ad un bel corteo improvvisato di simpatizzanti fra i quali troviamo i candidati alle amministrative locali.

Ci sono Erberto Manzo, Giuseppina Ianniello, Domenico Braione, Pietro Robertazzi, Luigi Di Muro e Persico Gennaro.

Al centro il Tonino nazionale, come viene chiamato anche dai megafoni dei militanti, insieme a Giovanni Procacci. Camminano spediti, perche' i tempi sono stretti, ma trovano comunque il tempo per soffermarsi a parlare con la gente., e ad entrare nella libreria Gulliver, dove distribuisce strette di mano e da' un’occhiata al bancone principale dove si trova il suo libro "Memoria: gli intrighi e i veleni contro mani pulite".

Alla conferenza stampa si trovano soprattutto i giornalisti delle testate locali, che approfittano dell’occasione per chiedergli qualcosa sulla giustizia locale:

<Senatore, cosa ne pensa a proposito dell’ex presidente della Regione Rastelli, che nonostante sia agli arresti domiciliari, continua ad avere la possibilita' di fare politica da casa, tenendo comizi e convocando addirittura i giornalisti? Non le sembra che sia uno strano modo di far funzionare la giustizia?>.

<Io ho fatto di tutto nella vita – risponde Di Pietro - quello che mi manca e' il responsabile civile per le ammende. Una cosa pero' l’ho imparata: che prima di dare alcun giudizio, bisogna leggere tutte le carte e conoscere perfettamente ogni elemento>.

Antonio Di Pietro continua poi con un appello al voto del 13 giugno: <Le nostre idee dobbiamo farle camminare anche dopo il voto. Vi racconto questo fatto. Tanti anni fa, quando ero ragazzo, venne un anno in cui nella campagna di mio padre si fecere molti meloni. Nonostante se ne fossero fatti tanti, mio padre continuava a riempire di meloni il magazzino. E mia madre allora gli disse: "perche' continui se poi non riesci ad andarli a vendere?". Ecco, io penso che bisogna continuare a dare un senso a quello che facciamo.

E poi ricordiamoci che il 13 giugno e' Sant’Antonio. Speriamo che ci porti fortuna>.

Ributtiamo sul treno i passeggeri che proseguono e facciamo scendere quelli che sono arrivati, salutiamo la Lollo e via per Cosenza dove arriveremo alle 16:20.