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20/07/07 - 19:53

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
6 Giugno 1999
PESCARA: ore 9:50
La quarantanovesima tappa

Pescara

Siamo arrivati stanotte accolti, nonostante l'arrivo alle 24, da una cinquantina di militanti che ci hanno aspettato per una improvvisata pizzata collettiva.

Alle 9:00 di mattina comincia il brevissimo appuntamento "ufficiale" con Pescara, arriviamo con Romano Prodi e con Giovanni Procacci nell'atrio pieno di gente della stazione nuova. Gli amici di Pescara si scusano per l'ambiente ristretto (stiamo parlando dell'atrio centrale della stazione, pieno di amici e di bandiere nonostante l'ora domenicale).

Respingiamo con danni limitati l'assalto della prima ondata di giornalisti, telecamere, militanti e simpatizzanti, curiosi e qualche passeggero mattutino.

C'e' giusto il tempo per fermarsi qualche minuto su un pianerottolo delle scale che portano ai binari sopraelevati e, da li, salutare e dire qualche parola.

Ha poco tempo ma parte da lontano:

<E' da quattro anni che non passo da Pescara. L'ultima volta in cui sono stato qui era nel '95, quando iniziammo quella che a molti all'inizio parve una incomprensibile avventura. Quella volta, eravamo in pullman e non in treno, non ci davano molte probabilita' di vincere…

Ma abbiamo costruito una coalizione unitaria e compatta e abbiamo vinto le ultime elezioni politiche.

In due anni e mezzo di governo credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Con questo governo siamo riusciti a raggiungere un altro obiettivo inimmaginabile pochi anni fa: l'Italia ha intrapreso la strada del risanamento dell'Economia ed e' entrata nell'Europa dell'Euro. 350 milioni di persone che rappresentano la piu' grande entita'

socioeconomica del mondo occidentale.

Questa Europa non deve essere solo una unione monetaria ma anche politica. L'Europa non e' riuscita ad evitare la guerra in Kosovo ma ha posto le condizioni, col vertice di Colonia, perche' si potesse raggiungere la pace.

Questo dimostra l'importanza della creazione di una Europa politica compenetrata all'Unione economica.

Dopo il 13 giugno dobbiamo ricominciare la nostra opera di ricostruzione, e dobbiamo ricominciarla proprio in Europa.

Qui – continua Prodi – siamo sull’Adriatico, e qui io voglio parlare della cosa piu' importante in questo momento: la pace. Questa guerra e' iniziata nell’impotenza dell’Europa. La mediazione russa non e' bastata, e solo quando e' intervenuta la mediazione europea, solo in quel momento si e' potuta ottenere la pace>.

Partono gli applausi, intervallati degli annunci dei treni in arrivo e in partenza. Fanno segno al professore che mancano pochi minuti ma lui ha ancora qualcosa da dire:

<Ricordiamoci che in Europa, abbiamo avuto due intere generazioni che hanno vissuto in pace. Non abbiamo dovuto vedere i nostri ragazzi partire per la guerra, non abbiamo dovuto costruire quegli orribili cippi con file interminabili di nomi. Questa e' l'Europa in cui viviamo, questa e' l'Europa che dobbiamo difendere, questa e' l'Europa che dobbiamo fare crescere.>

E qui il professore deve proprio scappare, non senza un po’ di commozione da parte dei pescaresi, sale le scale accompagnato dall'equipaggio ma poi gli applausi lo costringono a tornare giu' a ringraziare di nuovo i presenti.

A questo punto, un nuovo dietro front e, mentre raggiunge il primo binario scarta di nuovo, scombussolando definitivamente la scorta, per stringere le mani dei ferrovieri nella sala scambi.

Alla fine riusciamo a farlo salire sul treno nonostante la calca e possiamo partire. Oggi sara' con noi fino alla manifestazione finale di Bari insieme con Procacci che e' gia' un veterano del treno.

Lungo il percorso imbarcheremo anche Antonio di Pietro, capolista per la circoscrizione sud Italia.