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20/07/07 - 19:53

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
11 Giugno 1999
MILANO: ore 17:00
In vista di Milano

Milano - Cenacolo

Seguire la raffica di interviste cui i giornalisti a bordo del Rail Force One sottopongono Prodi non e' una cosa proprio banalissima. Oggi poi che siamo al gran completo, quando le tappe e i cambi di programma si alternano a ritmi vertiginosi, la faccenda si fa piu' complicata del solito. Decidiamo lo stesso di trovare il tempo per riportarvi un paio di frammenti.

Immancabili le domande su D'Alema ed al suo invito di far nascere un nuovo riformismo nel solco del socialismo europeo.

<Sono molto contento - afferma il leader dell'Asinello - registro convergenze, ma ci sono approfondimenti da fare. Il

problema e' fare una casa nuova, seguendo quella terza via indicata dall'Ulivo.

Nell'Ulivo sono necessari grandi innesti, ma l'Ulivo e' vivo. Si puo' cominciare con buona volonta' un cammino di ricostruzione, purche' sia serio e fondato sui contenuti.

Per quanto riguarda la proposta di in un tavolo programmatico rispondo che la politica si fa sui metodi e sui contenuti. Diciamo che sono ottimista, e mi fa piacere che ci sia questa convergenza. Pero' il discorso deve essere molto, molto, molto serio>.

<C'e' l'esigenza di un soggetto politico unitario, che sia condiviso - ha spiegato il Professore - mi sembra un elemento positivo. Peraltro l' Ulivo e' vivo, anche se i cambiamenti che ci sono stati con i cedimenti a Cossiga sono stati notevoli. Si puo' cominciare con buona volonta' un cammino di ricostruzione, purche' sia serio e fondato sui contenuti. Un cammino che non puo' esaurirsi nella casa socialista europea. Certo la tradizione socialista pesa e pesera' molto, ma se ne dovra' avviare un'altra. Anche perche' nessuno della casa socialista nell' Ulivo si e' mai sentito fuori da casa sua'. L' esigenza della ''terza via'' nel solco tracciato anche da Clinton e Blair. e' evidente - ha detto Prodi -. Chiamatela come volete, ma e' necessaria una casa piu' ampia di quella socialista. E non e' un problema solo nostro, ce lo hanno tutti''. E' il problema di un ''riformismo nuovo'', per il quale ''non mi sembra che noi in Italia siamo gli ultimi''. Prodi ha accolto con favore la proposta di D'Alema di istituire primarie: ''le proponiamo anche noi disciplinate per legge. Questo taglia la testa al toro. Le primarie non hanno mai un nome e cognome, puo' anche saltar fuori un Giuseppe Garibaldi. D'Alema quando parla delle primarie e' perfetto. Siamo d'accordo dunque sul riformismo, ma la domanda e': vogliamo fare una 'cosa' o una 'casa' nuova? Io penso che si debba fare una 'casa' nuova>.

<All'inizio quello della 'terza via' - spiega Prodi - sembrava un discorso velleitario. Chiamatela come vi pare ma quello di una casa piu' ampia di quella socialista e' il problema della politica di tutti i paesi. C'e' una esigenza di un riferimento politico comune a tutti i riformisti e noi italiani siamo finalmente nel grande dibattito internazionale e non da ultimi, visto cio' che ha rappresentato l'Ulivo. Negli ultimi due giorni c'e' stato un salto in avanti notevole della politica italiana>.

Si parla di primarie e di futura leadership e del futuro possibile soggetto politico riformista:

<E' giusta la posizione di D'Alema sulle elezioni primarie, le primarie disciplinate per legge tagliano la testa al toro delle polemiche. Le primarie non hanno mai nome e cognome, puo' saltare fuori anche Giuseppe Garibaldi...>

Ci concediamo un momento di pausa mentre siamo quasi in vista della stazione di Milano: si parla di "mezzi di trasporto", dalla bici al pullman per arrivare ora al treno. Il professore risponde:

<Adesso dobbiamo fare il governo europeo per cui dobbiamo avere contatti ripetuti con tutti i Governi. Questo non e' un modo per viaggiare ma e' il modo in cui bisogna interagire per creare quello che e' il governo piu' complicato del mondo>.

<Ho sempre vissuto in treno; da Reggio a Milano, quando studiavo. Da Reggio a Bologna quando insegnavo. Da Bologna a Roma quando ho fatto il presidente del consiglio. Da ragazzo, avevo persino imparato a dormire sul treno e a svegliarmi appena sentivo il rumore dei due ponti di ferro che ci sono vicino a Bologna>.

<L’idea del pullman e' venuta quando avevamo davanti una campagna elettorale lunga e la necessita' di andare paesino per paesino a spiegare che cosa era questa novita' dell’Ulivo. Il pullman e' stato in viaggio per diversi mesi raggiungendo anche i paesini piu' sperduti>.

<Questa volta la campagna e' stata piu' breve ed abbiamo pensato che era meglio il treno. E poi il treno e' un mezzo tradizionale, meno inquinante, che tutti conoscono, che tutti usano, che piace a tutti>.