MILANO: ore 17:00
In vista di Milano
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Seguire la raffica di
interviste cui i giornalisti a bordo del Rail Force One sottopongono
Prodi non e' una cosa proprio banalissima. Oggi poi che siamo al
gran completo, quando le tappe e i cambi di programma si alternano
a ritmi vertiginosi, la faccenda si fa piu' complicata del solito.
Decidiamo lo stesso di trovare il tempo per riportarvi un paio di
frammenti.
Immancabili le domande
su D'Alema ed al suo invito di far nascere un nuovo riformismo nel
solco del socialismo europeo.
<Sono molto contento
- afferma il leader dell'Asinello - registro convergenze, ma ci
sono approfondimenti da fare. Il
problema e' fare una
casa nuova, seguendo quella terza via indicata dall'Ulivo.
Nell'Ulivo sono necessari
grandi innesti, ma l'Ulivo e' vivo. Si puo' cominciare con buona
volonta' un cammino di ricostruzione, purche' sia serio e fondato
sui contenuti.
Per quanto riguarda la
proposta di in un tavolo programmatico rispondo che la politica
si fa sui metodi e sui contenuti. Diciamo che sono ottimista, e
mi fa piacere che ci sia questa convergenza. Pero' il discorso deve
essere molto, molto, molto serio>.
<C'e' l'esigenza di
un soggetto politico unitario, che sia condiviso - ha spiegato il
Professore - mi sembra un elemento positivo. Peraltro l' Ulivo e'
vivo, anche se i cambiamenti che ci sono stati con i cedimenti a
Cossiga sono stati notevoli. Si puo' cominciare con buona volonta'
un cammino di ricostruzione, purche' sia serio e fondato sui contenuti.
Un cammino che non puo' esaurirsi nella casa socialista europea.
Certo la tradizione socialista pesa e pesera' molto, ma se ne dovra'
avviare un'altra. Anche perche' nessuno della casa socialista nell'
Ulivo si e' mai sentito fuori da casa sua'. L' esigenza della ''terza
via'' nel solco tracciato anche da Clinton e Blair. e' evidente
- ha detto Prodi -. Chiamatela come volete, ma e' necessaria una
casa piu' ampia di quella socialista. E non e' un problema solo
nostro, ce lo hanno tutti''. E' il problema di un ''riformismo nuovo'',
per il quale ''non mi sembra che noi in Italia siamo gli ultimi''.
Prodi ha accolto con favore la proposta di D'Alema di istituire
primarie: ''le proponiamo anche noi disciplinate per legge. Questo
taglia la testa al toro. Le primarie non hanno mai un nome e cognome,
puo' anche saltar fuori un Giuseppe Garibaldi. D'Alema quando parla
delle primarie e' perfetto. Siamo d'accordo dunque sul riformismo,
ma la domanda e': vogliamo fare una 'cosa' o una 'casa' nuova? Io
penso che si debba fare una 'casa' nuova>.
<All'inizio quello
della 'terza via' - spiega Prodi - sembrava un discorso velleitario.
Chiamatela come vi pare ma quello di una casa piu' ampia di quella
socialista e' il problema della politica di tutti i paesi. C'e'
una esigenza di un riferimento politico comune a tutti i riformisti
e noi italiani siamo finalmente nel grande dibattito internazionale
e non da ultimi, visto cio' che ha rappresentato l'Ulivo. Negli
ultimi due giorni c'e' stato un salto in avanti notevole della politica
italiana>.
Si parla di primarie
e di futura leadership e del futuro possibile soggetto politico
riformista:
<E' giusta la posizione
di D'Alema sulle elezioni primarie, le primarie disciplinate per
legge tagliano la testa al toro delle polemiche. Le primarie non
hanno mai nome e cognome, puo' saltare fuori anche Giuseppe Garibaldi...>
Ci concediamo un momento
di pausa mentre siamo quasi in vista della stazione di Milano: si
parla di "mezzi di trasporto", dalla bici al pullman per arrivare
ora al treno. Il professore risponde:
<Adesso dobbiamo fare
il governo europeo per cui dobbiamo avere contatti ripetuti con
tutti i Governi. Questo non e' un modo per viaggiare ma e' il modo
in cui bisogna interagire per creare quello che e' il governo piu'
complicato del mondo>.
<Ho sempre vissuto
in treno; da Reggio a Milano, quando studiavo. Da Reggio a Bologna
quando insegnavo. Da Bologna a Roma quando ho fatto il presidente
del consiglio. Da ragazzo, avevo persino imparato a dormire sul
treno e a svegliarmi appena sentivo il rumore dei due ponti di ferro
che ci sono vicino a Bologna>.
<L’idea del pullman
e' venuta quando avevamo davanti una campagna elettorale lunga e
la necessita' di andare paesino per paesino a spiegare che cosa
era questa novita' dell’Ulivo. Il pullman e' stato in viaggio per
diversi mesi raggiungendo anche i paesini piu' sperduti>.
<Questa volta la campagna
e' stata piu' breve ed abbiamo pensato che era meglio il treno.
E poi il treno e' un mezzo tradizionale, meno inquinante, che tutti
conoscono, che tutti usano, che piace a tutti>.