METAPONTO: ore 11:00
La quarantacinquesima tappa
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I
siti de i Democratici della Basilicata
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Otteniamo l'autorizzazione
di salire a bordo della motrice con la scusa di fare le foto per
il sito Internet.
La motrice e' una 445
a trazione mista diesel-elettrica. Da queste parti, infatti, le
linee non sono elettrificate, anzi, "la linea" perche' c'e' ancora
il binario unico.
Saliamo a bordo della
macchina d'acciaio accompagnati dal capodeposito e facciamo conoscenza
con Salvatore e Fedele, il macchinista e l'aiuto macchinista che,
dopo una certa timidezza iniziale forse dovuta al loro superiore,
si sciolgono e ci raccontano del loro lavoro, della tensione continua
dovuta al fatto che sono responsabili di mostri di centinaia di
tonnellate lanciati a cento all'ora a pochi metri dalle strade e
dalle case.
Il macchinista controlla
la motrice tenendo le mani su una specie di volante e guardando
fisso davanti a se per vedere segnali ed eventuali pericoli. La'
per la' non ci facciamo caso, ma, un momento, che cosa ci fa un
volante su un treno ?
Ma no, che salami, e'
evidentemente un volano che controlla la velocita' del convoglio.
Fa una certa impressione
vedere gli alberi ed i tralicci venirci direttamente incontro invece
che ai lati e vedere il rapido alternarsi di frutteti e campi di
fragole. Salvatore commenta che i fichi che crescono sulla massicciata
<Grossi cosi' e dolci che e' una squisitezza> saranno pronti
fra una settimana al massimo. Ma non si e' mica distratto, coglie
al volo n segnale che avverte di un passaggio a livello e balza
sul clacson per avvertire dell'arrivo del treno le auto ferme davanti
alle sbarre. Diamo una rapida occhiata, solo una vecchia fiat Uno
ed un Apecar carica di fragole attendono il passaggio del treno
blu.
Nessun pullman, peccato.
Forse lo incontreremo piu' avanti.
All'improvviso la sequenza
di semafori verdi si interrompe, c'e' un segnale giallo-verde, rallentiamo
subito, dobbiamo andare a trenta all'ora a partire dal prossimo
semaforo che e' infatti giallo. Uno scambio ci devia come previsto
su un binario secondario per permettere ad un espresso di superarci
rapidamente.
Fin dalla preparazione
teorica del viaggio del treno per l'Europa ci siamo sempre preoccupati
di non creare, con la nostra presenza, disagio alla circolazione
degli altri treni, soprattutto a quelli dei pendolari. Per questo
diamo la precedenza a tutti i convogli che ci incontrano.
Passa l'Espresso e il
segnale rosso passa al verde, si riparte subito.
Il capodeposito ci invita
a dare un'occhiata al motore. Fa impressione arrampicarsi in una
strettissima predellina per vedere a pochi centimetri dal naso un
12 cilindri diesel di quelle dimensioni, immaginatevi il rumore.
Bene, rallentiamo e ci
fermiamo a Metaponto, citta' storica ma che ora non fa nemmeno comune,
e' una frazione di Bernalda. Il paese e' ad un paio di chilometri
di distanza.
Ringraziamo e salutiamo
Salvatore e Fedele che ora stanno sganciando il 445 per sostituirlo
con un 636 che e' una piu' moderna motrice elettrica. Da qui in
poi, infatti, la linea e' elettrificata e torniamo a montare sul
treno blu.
Non so perche' ma tutti
i passeggeri ridono, ah, si, siamo impiastricciati ovunque di grasso
e fuliggine.
Meno male che a bordo
l'acqua ed il sapone non mancano (sara' un effetto di "Mani Pulite"
?) e che abbiamo un vagone bagagliaio carico, fra l'altro, di magliette
nuove.
Ed ora dritti a Potenza
Inferiore, sempre costeggiando lo Jonio. Arrivo previsto alle 13:03.