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20/07/07 - 19:53

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo:
5 Giugno 1999
METAPONTO: ore 11:00
La quarantacinquesima tappa

I siti de i Democratici della Basilicata
Metaponto

Otteniamo l'autorizzazione di salire a bordo della motrice con la scusa di fare le foto per il sito Internet.

La motrice e' una 445 a trazione mista diesel-elettrica. Da queste parti, infatti, le linee non sono elettrificate, anzi, "la linea" perche' c'e' ancora il binario unico.

Saliamo a bordo della macchina d'acciaio accompagnati dal capodeposito e facciamo conoscenza con Salvatore e Fedele, il macchinista e l'aiuto macchinista che, dopo una certa timidezza iniziale forse dovuta al loro superiore, si sciolgono e ci raccontano del loro lavoro, della tensione continua dovuta al fatto che sono responsabili di mostri di centinaia di tonnellate lanciati a cento all'ora a pochi metri dalle strade e dalle case.

Il macchinista controlla la motrice tenendo le mani su una specie di volante e guardando fisso davanti a se per vedere segnali ed eventuali pericoli. La' per la' non ci facciamo caso, ma, un momento, che cosa ci fa un volante su un treno ?

Ma no, che salami, e' evidentemente un volano che controlla la velocita' del convoglio.

Fa una certa impressione vedere gli alberi ed i tralicci venirci direttamente incontro invece che ai lati e vedere il rapido alternarsi di frutteti e campi di fragole. Salvatore commenta che i fichi che crescono sulla massicciata <Grossi cosi' e dolci che e' una squisitezza> saranno pronti fra una settimana al massimo. Ma non si e' mica distratto, coglie al volo n segnale che avverte di un passaggio a livello e balza sul clacson per avvertire dell'arrivo del treno le auto ferme davanti alle sbarre. Diamo una rapida occhiata, solo una vecchia fiat Uno ed un Apecar carica di fragole attendono il passaggio del treno blu.

Nessun pullman, peccato. Forse lo incontreremo piu' avanti.

All'improvviso la sequenza di semafori verdi si interrompe, c'e' un segnale giallo-verde, rallentiamo subito, dobbiamo andare a trenta all'ora a partire dal prossimo semaforo che e' infatti giallo. Uno scambio ci devia come previsto su un binario secondario per permettere ad un espresso di superarci rapidamente.

Fin dalla preparazione teorica del viaggio del treno per l'Europa ci siamo sempre preoccupati di non creare, con la nostra presenza, disagio alla circolazione degli altri treni, soprattutto a quelli dei pendolari. Per questo diamo la precedenza a tutti i convogli che ci incontrano.

Passa l'Espresso e il segnale rosso passa al verde, si riparte subito.

Il capodeposito ci invita a dare un'occhiata al motore. Fa impressione arrampicarsi in una strettissima predellina per vedere a pochi centimetri dal naso un 12 cilindri diesel di quelle dimensioni, immaginatevi il rumore.

Bene, rallentiamo e ci fermiamo a Metaponto, citta' storica ma che ora non fa nemmeno comune, e' una frazione di Bernalda. Il paese e' ad un paio di chilometri di distanza.

Ringraziamo e salutiamo Salvatore e Fedele che ora stanno sganciando il 445 per sostituirlo con un 636 che e' una piu' moderna motrice elettrica. Da qui in poi, infatti, la linea e' elettrificata e torniamo a montare sul treno blu.

Non so perche' ma tutti i passeggeri ridono, ah, si, siamo impiastricciati ovunque di grasso e fuliggine.

Meno male che a bordo l'acqua ed il sapone non mancano (sara' un effetto di "Mani Pulite" ?) e che abbiamo un vagone bagagliaio carico, fra l'altro, di magliette nuove.

Ed ora dritti a Potenza Inferiore, sempre costeggiando lo Jonio. Arrivo previsto alle 13:03.