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20/07/07 - 19:53

Intervista a Guido Bianchini,
candidato al Parlamento Europeo nel collegio Italia Centrale
I Democratici, Internet e il futuro de L'Ulivo

Siamo a bordo del Rail Force One, il treno de "i Democratici" per l'Europa che vogliamo.

Caro Guido, quando eri coordinatore regionale toscano del Movimento Per L'Ulivo hai sempre difeso l'originalita' della missione del Movimento come "collante" della coalizione che ha vinto le elezioni.

Il Movimento si e' sempre battuto per non creare confusioni di ruolo fra i partiti della coalizione e il Movimento stesso che si poneva come mediatore fra le diverse istanze interne della maggioranza senza porsi in concorrenza con i partiti che la costituivano.

Ora il Movimento, insieme agli amici di Centocitta' e di Italia dei valori, si trova ad affrontare le prossime elezioni europee come partito fra i partiti e proprio tu, che hai sempre dichiarato che non avresti mai voluto candidarti se non sotto il simbolo dell'Ulivo, ti ritrovi candidato al Parlamento Europeo nella lista dei Democratici. Come ce la spieghi ?

Io sto vivendo l'esperienza dei Democratici e la mia stessa candidatura come un momento di assoluta continuita' e coerenza con tutto quello che, insieme a tanti amici, abbiamo fatto in precedenza per dar forza e radicare nel territorio il progetto politico dell'Ulivo.

La caduta del governo Prodi, l'accettazione della pregiudiziale antiulivista di Cossiga, il riaffacciarsi di tentazioni terzaforziste in alcune delle componenti della coalizione, il riemergere, dopo il risultato del referendum, di ipotesi proporzionaliste per la legge elettorale, il venire meno di quello spirito e di quella carica che avevamo vissuto tra il 1995 e il 1996, mi sembravano mettere in discussione tutto quello in cui avevamo creduto e che abbiamo cercato di realizzare dai referendum elettorali del 1993 in poi.

Inoltre mi sembrava che i partiti del centro-sinistra avessero imboccato, con la proposizione di un cartello elettorale anziche' di una vera proposta politica unitaria, una strada pericolosissima, destinata ad accentuare la divaricazione tra forze politiche ed opinione pubblica ed a mettere le basi di future sconfitte elettorali.

Era quindi indispensabile un segnale forte per invertire questa tendenza prima che fosse troppo tardi e far ripartire il progetto dell'Ulivo con tutta la forza di innovativita' con cui era nato.

I Democratici sono per me questo segnale ed uno strumento in questa direzione e, siccome credo che la partita che ci giochiamo sia importantissima, ho ritenuto di non potermi assolutamente sottrarre ad un impegno in prima persona, che mi e' stato chiesto da tanti amici con i quali lavoriamo insieme dai tempi del pullman.

Tu sei un promotore dell'uso della telematica nella comunicazione politica e hai sostenuto fin dalla sua nascita il Comitato telematico per l'Ulivo (CPU@).

CPU@ e' stato uno dei primi comitati a organizzarsi dopo le elezioni del '96 raccogliendo tutte le realta' uliviste in Rete che erano state attivate per sostenere i "Comitati per l'Italia che vogliamo".

Ora, come sai, la comunita' che si e' aggregata attorno a CPU@ e che ora si trova in http://www.perlulivo.it non si e' riconosciuta nel nuovo percorso che ora seguono "i Democratici" ma si e' fatta autonoma ed equidistante da tutti i movimenti e partiti del centro sinistra e si e' fatta custode e promotrice attiva dei valori dell'Ulivo unitario.

Questo non impedisce a ciascuno dei membri della comunita' di spendersi per una delle liste che partecipano alle prossime elezioni ma con l'obiettivo di fondo di lavorare dall'interno di questa per difendere e promuovere i valori unitari e contribuire a creare le condizioni affinche' si possa ricostituire nel prossimo futuro l'unita' della coalizione.

Credi che l'impegno della comunita' sia inutile ?

No! Credo anzi che sia utilissimo.

Noi dobbiamo mantenere dei luoghi comuni nei quali ritrovarci, indipendentemente dalle scelte fatte negli ultimi mesi ed in occasione di queste elezioni europee.

Abbiamo un progetto politico comune, che e' quello dell'Ulivo: qualcuno ha ritenuto di poterlo rafforzare meglio lavorando per i Democratici; altri hanno fatto altre scelte, che rispetto, nella convinzione che ogni nostro sforzo debba essere indirizzato a ritrovarci il prima possibile in quella casa comune dei riformisti italiani e, perche' no, europei, che e' il nostro comune obbiettivo, anche se non siamo sempre d'accordo su tempi e modi di raggiungerlo.

Credi, dopo le ultime vicende che ci hanno portato alle elezioni senza nemmeno un manifesto comune firmato da tutte le forze del centrosinistra , sia possibile creare di nuovo l'unita' della coalizione ?

Non so se sara' possibile. So che e' indispensabile. Non c'e' nessun'altra scelta possibile.

Pero' dovra' essere, proprio per questa sua importanza un'unita' "alta", fondata su un forte progetto unitario e su regole condivise, e non quell'unita' al ribasso, che abbiamo conosciuto negli ultimi mesi, fondata piu' su equilibri di potere che su comuni proposte politiche, e che, purtroppo, sembrano avere in mente i leader di altre forze politiche della coalizione.

Con questo secondo tipo di unita' non si va da nessuna parte, se non incontro ad un'ulteriore perdita di consenso e di credibilita' da parte dei cittadini.

A volte si ha l'impressione di una frammentazione di obiettivi all'interno de "i Democratici".

Credi che esista una reale unione di intenti fra le tre componenti che si sono fuse per dare origine alla lista dell'Asinello ?

Piu' che altro penso ci siano differenze di sensibilita' e di modalita' di approccio ai problemi, derivanti dalle storie diverse che abbiamo e dal poco tempo che abbiamo avuto per amalgamarci.

Ma cio' non puo' certo far paura a chi viene da un'esperienza, come quella dell'Ulivo, che ci ha insegnato a far tesoro delle nostre diversita', e ha l'obbiettivo di costruire un soggetto politico unitario di tutti i riformisti italiani.

Sugli obbiettivi di fondo non ho mai trovato divaricazioni significative.

Quale pensi che sia il cosiddetto bacino elettorale de "i Democratici" ? O meglio, fra quali fasce della popolazione italiana pensi che i Democratici possano ricevere il voto ? A quali partiti "tradizionali" potrebbero portarlo via e quindi quali fra questi possono vedervi come minaccia al loro elettorato

Credo che i Democratici possano avere in primo luogo il consenso di chi oggi sente molto di piu' le ragioni della coalizione rispetto a quelle delle sue singole componenti.

C'e' poi un'area molto estesa di malessere all'interno degli elettorati dei partiti del centro-sinistra, in primis Popolari e D.S., propensa ad indirizzarsi verso l'astensione. Il ridurre l'esodo dal centro-sinistra verso il non-voto credo che possa e debba essere un nostro obbiettivo.

Gli altri partiti non dovrebbero viverlo come una minaccia, ma come un utile recupero da parte nostra di consensi che altrimenti la coalizione nel suo insieme rischierebbe comunque di perdere.

Enumeriamo scolasticamente i quattro possibili risultati che si potranno avere il 13 giugno: potremo avere un successo o un sostanziale insuccesso dell'Iniziativa de "i Democratici" e potremo avere un avanzamento o un arretramento, rispetto alle posizioni del '96, della somma delle singole liste dell'area del centro sinistra. Cosa pensi che avverra' dopo il 13 giugno in ciascuno dei quattro casi ?

  • successo democratici - successo coalizione

E' l'ipotesi per cui ovviamente tifo!

Verrebbe rafforzata la stabilita' del governo, si potrebbe probabilmente aprire una vera fase costituente dell'Ulivo, sarebbe la base migliore su cui iniziare a costruire una campagna elettorale vincente per le elezioni politiche del 2001.

  • insuccesso democratici - successo coalizione

Significherebbe che hanno ragione D'Alema e Marini: un cartello elettorale del centro-sinistra E' piu' che sufficiente per governare l'Italia e l'Ulivo e' solo un marchio simpatico, che puo' essere tirato fuori dagli armadi un mese prima delle elezioni e riposto il giorno dopo.

  • successo democratici - insuccesso coalizione

Prevedo rischi per la stabilita' del governo, ed e' ovvio che cio' mi preoccupa non poco.

Ci sarebbe sicuramente da parte nostra un forte rilancio delle ragioni della coalizione e la proposta di iniziare immediatamente una fase costituente dell'Ulivo, ancor piu' necessaria in questo scenario.

Non sono pero' sicuro delle risposte che verrebbero dalle altre componenti della coalizione: non sempre le sconfitte innescano circuiti virtuosi.

  • insuccesso democratici - insuccesso coalizione

Situazione disperata, sarebbero necessari provvedimenti radicali: immediata costituzione di una federazione di tutte le forze politiche del centro-sinistra.

Cosa pensi che avverra' dopo il 13 giugno all'interno della lista de "i Democratici" e, all'esterno, nello scenario della politica italiana ? Attenzione, non ho detto "cosa vorresti che avvenisse dopo il 13 giugno", ma "cosa pensi che potrebbe realisticamente avvenire" ?

Credo che molto dipendera' dal risultato elettorale e quindi rimanderei in qualche modo alle risposte alla precedente domanda.