GENOVA: ore 12:00
La cinquantottesima tappa
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Sulle
note di un turbolento "When the saints " scendiamo a Genova
Brignole.
Grande festa e grande
candidato: Massimo Cacciari, che raccoglie attorno a se' un pubblico
piu' che entusiasta.
Per scendere dal treno
ad incontrare la gente il sindaco di Venezia si annoda una cravatta
appena avuta in dono da un Maurizio Mantero.. E’ di seta, blu, con
tanti asinelli disegnati, e' una vera regimental sobria ed
elegante.
Insomma si scende nel
piazzale affollato. A fianco di Cacciari ci sono anche i candidati
Patrizia Pignocchino, che rimarra' con noi fino alla fine, Massimo
Boffardi, Lorenzo Bonardi, Lucia Corna; qui ci aspettano sulla pensilina
Massimo Riva, Danilo Poggiolini e Gianluigi Ardissino.
Dopo i saluti Cacciari
incontra i giornalisti nella sala cerimoniale della stazione. Molte
le testate, molte le domande, qualcuna provocatoria. Cacciari conclude
la conferenza stampa:
<Se avremo successo
potremo spenderlo bene, perche' non ci interessa minimamente fare
un nuovo partito o partititino. Io non ci saro' in questa ipotesi.
In Italia – aggiunge
– un partito con solo il 4 per cento puo' vivere in eterno. E questi
partitini nel nostro paese sono il vero conservatorismo trasversale:
quelli che fanno cadere i governi, quelli che votano contro il referendum>.
L’ultima frase di Massimo
Cacciari riguarda una collocazione dell’Asinello nel sistema politico
europeo, molto vicino agli altri gruppi riformatori.
La jazz band rida' fiato
agli strumenti e via… Si scende verso l’atrio centrale di Brignole,
di fianco ad un modello della Santa Maria, una delle caravelle di
Colombo. Il buffet rifocilla tutti con le focacce liguri, una specialita'
irrinunciabile per che passa da queste parti. La musica continua
e c’e' il tempo per far parlare i candidati del Nord Ovest, tutti
quelli presenti.
Comincia Patrizia Pignocchino:
<Dopo la rottura che ha causato la caduta del governo Prodi ho
deciso per i Democratici. I partiti non si sono accorti che non
e' piu' possibile fare politica come si faceva prima della caduta
del muro di Berlino. Andare con Prodi e' una sfida, perche' la politica
del futuro si fa sui progetti e cercando di trovare su di essi la
massima convergenza>.
L’europarlamentare Danilo
Poggiolini:
<Dare voti all’Asinello e' fondamentale per l’Europa. La Commissione
e' gia' presieduta da Prodi, che ha costituito questo movimento.
Andare con lui significa rafforzare tutta l’Europa, per lottare
contro la disoccupazione, la criminalita' ed avere una politica
estera comune. Queste sono elezioni europee, ma mandare l’Asinello
in Europa significa rafforzare, in un secondo tempo, anche la nostra
politica nazionale, per esempio cominciando ad abolire la proporzionale>.
Lorenzo Bonardi racconta
di non aver mai fatto politica, di essere uno dei tanti.
<Ma ho sempre votato regolarmente. Conosco il mondo della sanita',
perche' ci sono da 35 anni. Del movimento di Prodi mi ha colpito
la composizione, fatta di gente che viene da esperienze concrete
e mi e' venuta voglia di stare con lui>.
E la volta di Maurizio
Mantero, che si e' gia' presentato a Savona. Si e' candidato anche
per rappresentare il mondo dell’industria tessile, che a Genova
ha grandi tradizioni e che in Europa e' un settore concorrenziale
e vitale per l’economia.
Lucia Corna:
<Io sono una candidata che proviene da una zona transfrontaliera
(Ventimiglia, ndr), dove si vivono tutti i problemi tipici delle
terre di confine. Sono zone che pero' diventeranno il cuore dell’Europa
unita, e noi che conosciamo questi posti e questi problemi dobbiamo
dare delle indicazioni precise in questo senso.
Parlano ancora Giuliano
Boffardi, che insiste molto sul rinnovamento della politica; Massimo
Riva, che ricorda a tutti da dove si proviene: <Siamo gli eredi
di quel bellissimo movimento che e' stato l’Ulivo , e vogliamo ricrearne
un altro che vada verso il superamento dei partiti politici. E ricordiamoci
che se riprendiamo le fila di Prodi e di Ciampi riusciremo a battere
il vero nemico, ovvero la destra: Berlusconi e Fini, i veri euroentisiasti
della venticinquesima ora, in Europa non ci sarebbero mai voluti
andare>.
L’ultimo a salutare la
folla e' Gianluigi Ardissino, pediatra nefrologo, che si candida
perche' la salute dell’infanzia non rimanga confinata in corsia,
e perche' progetti sanitari innovativi aiutino davvero a creare
un mondo nuovo per i bambini.
La musica fa da intervallo
ai vari candidati. Ora pero' l’ultima parola spetta a Cacciari,
e l’atrio della stazione stavolta e' proprio strapieno di gente.
<Chi mi ha preceduto
ha gia' detto tutto . Questa e' una campagna elettorale non semplice
e bisogna lavorare molto. Non ci sentiamo un partito e non guardiamo
ai nostri interessi. La democrazia e' partecipazione e responsabilita',
per questo la democrazia che vogliamo e' federalista.
Non perdiamo tempo –
incita Cacciari – spendiamo questi giorni per convincere gli incerti
e allargare il consenso. Non perdiamo tempo a rispondere ad altre
campagne elettorali che marciano in negativo, noi siamo nati per
portare avanti programmi positivi. Se non riteniamo fissi ed acquisiti
i nostri confini, sono convinto che riusciremo a trovare tanta gente
che ci segue.Abbiamo di fronte due grandi opzioni culturali: una
e' la nostra, che guarda al bipolarismo e alle riforme, l’altra
e' quella che vede il gioco politico bloccato fra Stato e partiti
politici. Credo che da un risultato positivo, potranno emergere
tante altre forze pronte ad aggregarsi. Siamo in un decennio di
transizione, ma la transizione non puo' durare all’infinito>.
E Cacciari saluta, augurando
a tutti buon lavoro.
Termina qui la nostra
tappa in Liguria. Ora lasciamo il mare ed andiamo sotto le gallerie
per
sbucare in Piemonte.
Appuntamento ad Alessandria
dove arriveremo alle 10:10.