Ultima modifica:
20/07/07 - 19:52

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
8 Giugno 1999
GENOVA: ore 12:00
La cinquantottesima tappa

 

Genova

Sulle note di un turbolento "When the saints " scendiamo a Genova Brignole.

Grande festa e grande candidato: Massimo Cacciari, che raccoglie attorno a se' un pubblico piu' che entusiasta.

Per scendere dal treno ad incontrare la gente il sindaco di Venezia si annoda una cravatta appena avuta in dono da un Maurizio Mantero.. E’ di seta, blu, con tanti asinelli disegnati, e' una vera regimental sobria ed elegante.

Insomma si scende nel piazzale affollato. A fianco di Cacciari ci sono anche i candidati Patrizia Pignocchino, che rimarra' con noi fino alla fine, Massimo Boffardi, Lorenzo Bonardi, Lucia Corna; qui ci aspettano sulla pensilina Massimo Riva, Danilo Poggiolini e Gianluigi Ardissino.

Dopo i saluti Cacciari incontra i giornalisti nella sala cerimoniale della stazione. Molte le testate, molte le domande, qualcuna provocatoria. Cacciari conclude la conferenza stampa:

<Se avremo successo potremo spenderlo bene, perche' non ci interessa minimamente fare un nuovo partito o partititino. Io non ci saro' in questa ipotesi.

In Italia – aggiunge – un partito con solo il 4 per cento puo' vivere in eterno. E questi partitini nel nostro paese sono il vero conservatorismo trasversale: quelli che fanno cadere i governi, quelli che votano contro il referendum>.

L’ultima frase di Massimo Cacciari riguarda una collocazione dell’Asinello nel sistema politico europeo, molto vicino agli altri gruppi riformatori.

La jazz band rida' fiato agli strumenti e via… Si scende verso l’atrio centrale di Brignole, di fianco ad un modello della Santa Maria, una delle caravelle di Colombo. Il buffet rifocilla tutti con le focacce liguri, una specialita' irrinunciabile per che passa da queste parti. La musica continua e c’e' il tempo per far parlare i candidati del Nord Ovest, tutti quelli presenti.

Comincia Patrizia Pignocchino:
<Dopo la rottura che ha causato la caduta del governo Prodi ho deciso per i Democratici. I partiti non si sono accorti che non e' piu' possibile fare politica come si faceva prima della caduta del muro di Berlino. Andare con Prodi e' una sfida, perche' la politica del futuro si fa sui progetti e cercando di trovare su di essi la massima convergenza>.

L’europarlamentare Danilo Poggiolini:
<Dare voti all’Asinello e' fondamentale per l’Europa. La Commissione e' gia' presieduta da Prodi, che ha costituito questo movimento. Andare con lui significa rafforzare tutta l’Europa, per lottare contro la disoccupazione, la criminalita' ed avere una politica estera comune. Queste sono elezioni europee, ma mandare l’Asinello in Europa significa rafforzare, in un secondo tempo, anche la nostra politica nazionale, per esempio cominciando ad abolire la proporzionale>.

Lorenzo Bonardi racconta di non aver mai fatto politica, di essere uno dei tanti.
<Ma ho sempre votato regolarmente. Conosco il mondo della sanita', perche' ci sono da 35 anni. Del movimento di Prodi mi ha colpito la composizione, fatta di gente che viene da esperienze concrete e mi e' venuta voglia di stare con lui>.

E la volta di Maurizio Mantero, che si e' gia' presentato a Savona. Si e' candidato anche per rappresentare il mondo dell’industria tessile, che a Genova ha grandi tradizioni e che in Europa e' un settore concorrenziale e vitale per l’economia.

Lucia Corna:
<Io sono una candidata che proviene da una zona transfrontaliera (Ventimiglia, ndr), dove si vivono tutti i problemi tipici delle terre di confine. Sono zone che pero' diventeranno il cuore dell’Europa unita, e noi che conosciamo questi posti e questi problemi dobbiamo dare delle indicazioni precise in questo senso.

Parlano ancora Giuliano Boffardi, che insiste molto sul rinnovamento della politica; Massimo Riva, che ricorda a tutti da dove si proviene: <Siamo gli eredi di quel bellissimo movimento che e' stato l’Ulivo , e vogliamo ricrearne un altro che vada verso il superamento dei partiti politici. E ricordiamoci che se riprendiamo le fila di Prodi e di Ciampi riusciremo a battere il vero nemico, ovvero la destra: Berlusconi e Fini, i veri euroentisiasti della venticinquesima ora, in Europa non ci sarebbero mai voluti andare>.

L’ultimo a salutare la folla e' Gianluigi Ardissino, pediatra nefrologo, che si candida perche' la salute dell’infanzia non rimanga confinata in corsia, e perche' progetti sanitari innovativi aiutino davvero a creare un mondo nuovo per i bambini.

La musica fa da intervallo ai vari candidati. Ora pero' l’ultima parola spetta a Cacciari, e l’atrio della stazione stavolta e' proprio strapieno di gente.

<Chi mi ha preceduto ha gia' detto tutto . Questa e' una campagna elettorale non semplice e bisogna lavorare molto. Non ci sentiamo un partito e non guardiamo ai nostri interessi. La democrazia e' partecipazione e responsabilita', per questo la democrazia che vogliamo e' federalista.

Non perdiamo tempo – incita Cacciari – spendiamo questi giorni per convincere gli incerti e allargare il consenso. Non perdiamo tempo a rispondere ad altre campagne elettorali che marciano in negativo, noi siamo nati per portare avanti programmi positivi. Se non riteniamo fissi ed acquisiti i nostri confini, sono convinto che riusciremo a trovare tanta gente che ci segue.Abbiamo di fronte due grandi opzioni culturali: una e' la nostra, che guarda al bipolarismo e alle riforme, l’altra e' quella che vede il gioco politico bloccato fra Stato e partiti politici. Credo che da un risultato positivo, potranno emergere tante altre forze pronte ad aggregarsi. Siamo in un decennio di transizione, ma la transizione non puo' durare all’infinito>.

E Cacciari saluta, augurando a tutti buon lavoro.

Termina qui la nostra tappa in Liguria. Ora lasciamo il mare ed andiamo sotto le gallerie per

sbucare in Piemonte.

Appuntamento ad Alessandria dove arriveremo alle 10:10.