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20/07/07 - 19:52

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
CROTONE

Il sito del comune
Crotone

"Alzati che si sta alzando la canzone popolare", e' gia' buio ma il volume e' a livello di discoteca in Piazza della Resistenza a Crotone.

L’inno prestato nel 1995 all’Ulivo da Ivano Fossati lo abbiamo gia' sentito a dire il vero, molte altre volte nelle nostre tappe al Sud. Anche a Crotone, infatti, il centrosinistra si presenta unito con la stessa formazione che ha vinto nel '96.

Squadra che vince non si cambia. Anche qui l'hanno capito…

Qui e' gia' sera, la piazza e' quasi piena, sul palco ci sono gia' i candidati locali, Maria Teresa Trida e Daniela Tarizzo.

Arriviamo col pullman tappezzato di manifesti che ci e' venuto a prendere alla stazione. Giovanni Procacci, il senatore Giuseppe Camo ed il portavoce di Antonio Di Pietro, Pietro Giurickovic salgono sul palco.

E’ Camo ad introdurre la serata, insistendo sull’importanza, di andare a votare anche in Calabria e presentando Giovanni Procacci e Antonio Di Pietro, come due persone che possono degnamente rappresentare questo Sud e dare una scrollata al vecchio modo di fare politica.

Prende poi subito la parola Pietro Giurickovic, che ricorda il curriculum di Antonio di Pietro: <Un uomo – dice – che nella vita ha fatto tutto, dall’emigrante al muratore, dal poliziotto all magistrato, fino ad entrare in politica e credere fermamente nell’importanza di questo voto>. <E dovreste sentirvi in colpa – prosegue Giurickovic rivolgendosi ai militanti – se non avrete chiesto ad ognuno dei vostri amici di votare per i Democratici, perche' le riforme devono partire dal vostro voto e non dalle segreterie di partito>.

E’ il turno di Giovanni Procacci (presenza imponente e voce tonante, per chi non lo conoscesse. N.d.R.).

<Se non vincesse questo Asinello, sarebbe il trionfo del nostro passato. Un passato fatto di partitelli, che anche in questa occasione si sono presentati con tutti i loro simboli, ma senza un’anima. Questo e' lo scandalo reale: vi sono ben sei partiti in Italia che dichiarano di appartenere al Partito Popolare Europeo. Ma io mi chiedo: perche' non hanno fatto un’unica lista? Perche' sono incapaci di avere un programma unico, ed un progetto unitario. Quindi l’Asinello e' davvero l’unica possibilita' di cambiare il paese>.

Intanto questo paese, che insieme al resto del Sud ha perso nelle scorse elezioni cinque parlamentari, ascolta con attenzione. Sono quasi le dieci, ma qui usa cenare tardi, e vogliono ascoltare fino alla fine. Continua Procacci: <Attenzione, noi non chiediamo un altro spazio da riempire, crediamo invece in una coalizione forte. C’e' un conflitto fra innovazione e conservazione: chi vuole andare verso il bipolarismo per cambiare il modo di fare politica, e chi invece vuole arrestare questo cambiamento. Noi lanciamo la sfida. Dopo il 13 giugno, apriremo la grande fase costituente dell’Ulivo, e cercheremo di costruire un grande programma per il terzo millennio>.

Siamo un po' cotti quando i militanti locali ci concedono il lusso di andare a nanna. Per oggi, che poi e' gia' domani da un paio d'ore, basta cosi', domani torniamo indietro fino a Sibari e poi la prima a destra e giu' lungo la costiera Jonica fino a Metaponto.