"Alzati che si sta
alzando la canzone popolare", e' gia' buio ma il volume e'
a livello di discoteca in Piazza della Resistenza a Crotone.
L’inno prestato nel 1995
all’Ulivo da Ivano Fossati lo abbiamo gia' sentito a dire il vero,
molte altre volte nelle nostre tappe al Sud. Anche a Crotone, infatti,
il centrosinistra si presenta unito con la stessa formazione che
ha vinto nel '96.
Squadra che vince non
si cambia. Anche qui l'hanno capito…
Qui e' gia' sera, la
piazza e' quasi piena, sul palco ci sono gia' i candidati locali,
Maria Teresa Trida e Daniela Tarizzo.
Arriviamo col pullman
tappezzato di manifesti che ci e' venuto a prendere alla stazione.
Giovanni Procacci, il senatore Giuseppe Camo ed il portavoce di
Antonio Di Pietro, Pietro Giurickovic salgono sul palco.
E’ Camo ad introdurre
la serata, insistendo sull’importanza, di andare a votare anche
in Calabria e presentando Giovanni Procacci e Antonio Di Pietro,
come due persone che possono degnamente rappresentare questo Sud
e dare una scrollata al vecchio modo di fare politica.
Prende poi subito la
parola Pietro Giurickovic, che ricorda il curriculum di Antonio
di Pietro: <Un uomo – dice – che nella vita ha fatto tutto, dall’emigrante
al muratore, dal poliziotto all magistrato, fino ad entrare in politica
e credere fermamente nell’importanza di questo voto>. <E dovreste
sentirvi in colpa – prosegue Giurickovic rivolgendosi ai militanti
– se non avrete chiesto ad ognuno dei vostri amici di votare per
i Democratici, perche' le riforme devono partire dal vostro voto
e non dalle segreterie di partito>.
E’ il turno di Giovanni
Procacci (presenza imponente e voce tonante, per chi non lo conoscesse.
N.d.R.).
<Se non vincesse
questo Asinello, sarebbe il trionfo del nostro passato. Un passato
fatto di partitelli, che anche in questa occasione si sono presentati
con tutti i loro simboli, ma senza un’anima. Questo e' lo scandalo
reale: vi sono ben sei partiti in Italia che dichiarano di appartenere
al Partito Popolare Europeo. Ma io mi chiedo: perche' non hanno
fatto un’unica lista? Perche' sono incapaci di avere un programma
unico, ed un progetto unitario. Quindi l’Asinello e' davvero l’unica
possibilita' di cambiare il paese>.
Intanto questo paese,
che insieme al resto del Sud ha perso nelle scorse elezioni cinque
parlamentari, ascolta con attenzione. Sono quasi le dieci, ma qui
usa cenare tardi, e vogliono ascoltare fino alla fine. Continua
Procacci: <Attenzione, noi non chiediamo un altro spazio da riempire,
crediamo invece in una coalizione forte. C’e' un conflitto fra innovazione
e conservazione: chi vuole andare verso il bipolarismo per cambiare
il modo di fare politica, e chi invece vuole arrestare questo cambiamento.
Noi lanciamo la sfida. Dopo il 13 giugno, apriremo la grande fase
costituente dell’Ulivo, e cercheremo di costruire un grande programma
per il terzo millennio>.
Siamo un po' cotti quando
i militanti locali ci concedono il lusso di andare a nanna. Per
oggi, che poi e' gia' domani da un paio d'ore, basta cosi', domani
torniamo indietro fino a Sibari e poi la prima a destra e giu' lungo
la costiera Jonica fino a Metaponto.