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20/07/07 - 19:52

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
11 Giugno 1999
CAGLIARI: ore 10:00
La settantunesima tappa

I siti de i Democratici della Sardegna
Il sito del comune

 

Il Rail Force One arriva, seppure virtualmente, a Cagliari dove si tiene una conferenza stampa all'aereoporto di

Cagliari-Elmas. In Sardegna, infatti, oltre che le elezioni europee ci saranno quelle per il rinnovo del Consiglio regionale.

Le prime due domande non riguardano l'Europa ma il confronto politico nazionale: i rapporti con D'Alema, Marini:

<Non sono d'accordo sulla posizione di Massimo D'Alema. Ribadisco che bisogna costruire una casa e non un cosa comune. La conclusione di questo percorso non puo' essere l'espansionismo della radice socialista ma una confluenza di forze con diverse origini e diverse storie ma con un unico obiettivo>.

<Per quanto riguarda quanto ha detto Marini, vorrei precisare che non ho proposto un partito unico>.

Ad una domanda su Berlusconi e sul ruolo di Forza Italia nel Parlamento europeo precisa:

<nel PPE abbiamo le forze piu' antieuropeiste e nello stesso tempo le piu' europeiste. E questo e' un problema serio che ci sta creando una serie di difficolta'>.

Il professore mette rapidamente da parte le polemiche e risponde ad una domanda sulla Pace in Kosovo:

<La pace non sarebbe arrivata senza l'intervento europeo. Adesso e' necessario offrire un assetto

istituzionale ed un futuro politico ai Balcani. L'Europa avra' ora un ruolo importante nella ricostruzione e questa sara' la

premessa per una politica estera comune e spero che in futuro si possa avere una politica europea di difesa comune>.

Il professore parla dell'accordo Italia-USA sul rientro di Silvia Baraldini:

<Mi auguro che torni presto. Sono felicissimo perche' abbiamo tanto lavorato e tante volte e' sembrato imminente il rientro. Il fatto che torni mi dice che abbiamo ben seminato.

Non c'e' dubbio che D'Alema ha ben lavorato, ma c'e' una continuita' di lavoro la cui conclusione mi rende molto felice. L'accordo porta sollievo a molte persone che come me hanno vissuto intensamente questa vicenda>.

E in conclusione ritorna sulla politica Italiana:

<La campagna elettorale sulle Europee, incentrata sui temi di politica nazionale, e' stata fuorviante. Non bisogna stupirsi se gli elettori non vanno a votare. E' evidente il disinteresse ai grandi temi dell'Europa e la scarsa attenzione sul ruolo del Parlamento di Strasburgo. E' stata fatta una campagna con dei messaggi sbagliati dimenticando che in queste elezioni si gioca il futuro dell'Italia nell'Europa>.

Alle 11.00 andiamo all'hotel Mediterraneo di Cagliari, dove si svolge la manifestazione conclusiva.

Intervengono: la candidata per la circoscrizione Italia Insulare Giovanna Vicini Colombo e Carlo Dore, Gianni Marilotti, e Gian Mario Selis

Conclude: Romano Prodi.

Prodi sceglie di iniziare il suo intervento parlando delle prospettive del centrosinistra.

<La fase 2 dell' Ulivo, la costruzione cioe' di una casa comune dei riformisti, non significa partito unico, ne' accettazione della tesi, rilanciata oggi da Veltroni, che i riformisti si trovano soprattutto nel Pse.

Non vi e' una sola radice del riformismo, quella socialista, ma ve ne e' una pluralita'.

Questo e' il segreto non solo per rispondere ai bisogni del Paese, ma anche per vincere le sfide elettorali.

Marini dice che l'Ulivo e' finito e che nel partito dei riformisti i Democratici sarebbero un ramo dei Ds?

Lasciamo stare, non vale proprio la pena rispondere. Noi non abbiamo mai parlato di partito unico.

L' Ulivo e' un'altra cosa, l'abbiamo sempre detto. Non e' il mezzo per scendere a Montecitorio>.

Il dibattito al Centro: <non solo non mi appassiona, ma dal punto di vista politico non mi interessa in quanto i Democratici hanno chiarito fin dalla loro fondazione di essere per il bipolarismo.

Per noi, parlare su questo argomento e' piu' facile, perche' abbiamo sempre avuto uno schema preciso di riferimento: due coalizioni che si contendono il Governo.

Le vicende sarde - con ben 6 Giunte di centrosinistra che si sono alternate nella legislatura appena conclusa - sono proprio il segno di quanto sia disturbante, per gli interessi collettivi, avere questo centro che fluttua, che produce semplicemente instabilita'>.

<L' aver innestato nella campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo temi nazionali

e' stato fuorviante e rischia di accentuare la disaffezione degli elettori verso il voto.

Il rischio di un aumento dell' astensionismo e' fortissimo. Non ci dobbiamo stupire se dopo due mesi su temi puramente

nazionali, i cittadini si chiedano perche' debbano andare a votare per le Europee.

Che ci sia una scarsa affluenza nei Paesi euroscettici e' un fatto abbastanza normale mentre se si verifica in paesi che riconoscono l' impostanza dell' Europa nella vita politica, come l' Italia, credo derivi anche dal fatto di aver impostato una campagna elettorale sbagliata, dimenticando che sui temi europei si gioca veramente il futuro, soprattutto delle aree piu' marginali>.

Ed ora lasciamo a malincuore la caldissima accoglienza che ci hanno riservato gli amici Sardi e torniamo a decollare sul Rail Force One, che ha messo le ali per l'occasione. Scavalchiamo nuovamente il Tirreno per la manifestazione conclusiva di Roma, che iniziera' in Piazza Santi Apostoli sotto la nuova sede nazionale de "i Democratici".

Coraggio, un ultimo sforzo che la campagna elettorale e' quasi finita!