CAGLIARI: ore 10:00
La settantunesima tappa
|
I siti de i Democratici della Sardegna
|
|
|
|
|
|
|
Il sito del comune
|
|
|
Il
Rail Force One arriva, seppure virtualmente, a Cagliari dove si
tiene una conferenza stampa all'aereoporto di
Cagliari-Elmas. In Sardegna,
infatti, oltre che le elezioni europee ci saranno quelle per il
rinnovo del Consiglio regionale.
Le prime due domande
non riguardano l'Europa ma il confronto politico nazionale: i rapporti
con D'Alema, Marini:
<Non sono d'accordo
sulla posizione di Massimo D'Alema. Ribadisco che bisogna costruire
una casa e non un cosa comune. La conclusione di questo percorso
non puo' essere l'espansionismo della radice socialista ma una confluenza
di forze con diverse origini e diverse storie ma con un unico obiettivo>.
<Per quanto riguarda
quanto ha detto Marini, vorrei precisare che non ho proposto un
partito unico>.
Ad una domanda su Berlusconi
e sul ruolo di Forza Italia nel Parlamento europeo precisa:
<nel PPE abbiamo le
forze piu' antieuropeiste e nello stesso tempo le piu' europeiste.
E questo e' un problema serio che ci sta creando una serie di difficolta'>.
Il professore mette rapidamente
da parte le polemiche e risponde ad una domanda sulla Pace in Kosovo:
<La pace non sarebbe
arrivata senza l'intervento europeo. Adesso e' necessario offrire
un assetto
istituzionale ed un futuro
politico ai Balcani. L'Europa avra' ora un ruolo importante nella
ricostruzione e questa sara' la
premessa per una politica
estera comune e spero che in futuro si possa avere una politica
europea di difesa comune>.
Il professore parla dell'accordo
Italia-USA sul rientro di Silvia Baraldini:
<Mi auguro che torni
presto. Sono felicissimo perche' abbiamo tanto lavorato e tante
volte e' sembrato imminente il rientro. Il fatto che torni mi dice
che abbiamo ben seminato.
Non c'e' dubbio che D'Alema
ha ben lavorato, ma c'e' una continuita' di lavoro la cui conclusione
mi rende molto felice. L'accordo porta sollievo a molte persone
che come me hanno vissuto intensamente questa vicenda>.
E in conclusione ritorna
sulla politica Italiana:
<La campagna elettorale
sulle Europee, incentrata sui temi di politica nazionale, e' stata
fuorviante. Non bisogna stupirsi se gli elettori non vanno a votare.
E' evidente il disinteresse ai grandi temi dell'Europa e la scarsa
attenzione sul ruolo del Parlamento di Strasburgo. E' stata fatta
una campagna con dei messaggi sbagliati dimenticando che in queste
elezioni si gioca il futuro dell'Italia nell'Europa>.
Alle 11.00 andiamo all'hotel
Mediterraneo di Cagliari, dove si svolge la manifestazione conclusiva.
Intervengono: la candidata
per la circoscrizione Italia Insulare Giovanna Vicini Colombo e
Carlo Dore, Gianni Marilotti, e Gian Mario Selis
Conclude: Romano Prodi.
Prodi sceglie di iniziare
il suo intervento parlando delle prospettive del centrosinistra.
<La fase 2 dell' Ulivo,
la costruzione cioe' di una casa comune dei riformisti, non significa
partito unico, ne' accettazione della tesi, rilanciata oggi da Veltroni,
che i riformisti si trovano soprattutto nel Pse.
Non vi e' una sola radice
del riformismo, quella socialista, ma ve ne e' una pluralita'.
Questo e' il segreto
non solo per rispondere ai bisogni del Paese, ma anche per vincere
le sfide elettorali.
Marini dice che l'Ulivo
e' finito e che nel partito dei riformisti i Democratici sarebbero
un ramo dei Ds?
Lasciamo stare, non vale
proprio la pena rispondere. Noi non abbiamo mai parlato di partito
unico.
L' Ulivo e' un'altra
cosa, l'abbiamo sempre detto. Non e' il mezzo per scendere a Montecitorio>.
Il dibattito al Centro:
<non solo non mi appassiona, ma dal punto di vista politico non
mi interessa in quanto i Democratici hanno chiarito fin dalla loro
fondazione di essere per il bipolarismo.
Per noi, parlare su questo
argomento e' piu' facile, perche' abbiamo sempre avuto uno schema
preciso di riferimento: due coalizioni che si contendono il Governo.
Le vicende sarde - con
ben 6 Giunte di centrosinistra che si sono alternate nella legislatura
appena conclusa - sono proprio il segno di quanto sia disturbante,
per gli interessi collettivi, avere questo centro che fluttua, che
produce semplicemente instabilita'>.
<L' aver innestato
nella campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo
temi nazionali
e' stato fuorviante e
rischia di accentuare la disaffezione degli elettori verso il voto.
Il rischio di un aumento
dell' astensionismo e' fortissimo. Non ci dobbiamo stupire se dopo
due mesi su temi puramente
nazionali, i cittadini
si chiedano perche' debbano andare a votare per le Europee.
Che ci sia una scarsa
affluenza nei Paesi euroscettici e' un fatto abbastanza normale
mentre se si verifica in paesi che riconoscono l' impostanza dell'
Europa nella vita politica, come l' Italia, credo derivi anche dal
fatto di aver impostato una campagna elettorale sbagliata, dimenticando
che sui temi europei si gioca veramente il futuro, soprattutto delle
aree piu' marginali>.
Ed ora lasciamo a malincuore
la caldissima accoglienza che ci hanno riservato gli amici Sardi
e torniamo a decollare sul Rail Force One, che ha messo le ali per
l'occasione. Scavalchiamo nuovamente il Tirreno per la manifestazione
conclusiva di Roma, che iniziera' in Piazza Santi Apostoli sotto
la nuova sede nazionale de "i Democratici".
Coraggio, un ultimo sforzo
che la campagna elettorale e' quasi finita!