BERGAMO: ore 20:25
La sessantaseiesima tappa
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I cittadini bergamaschi
ci accolgono in stazione esterrefatti e ci spiegano perche': per
la prima volta negli ultimi 40 anni un treno da Milano arriva in
orario. Gli orari ferroviari del 1870, ci dicono, davano per la
tratta Bergamo - Milano dei tempi di percorrenza inferiori a quelli
di oggi. Allora pero' c'era il doppio binario. Ora ce n'e' uno solo.
A Bergamo sono in tanti
i candidati alle amministrative che vengono ad accoglierci in serata
alla stazione.
Per le elezioni comunali
ci sono Claudio Malinverni, Francesca Allievi, Daniela Carminati,
Giampiero Costantini, Gaetano D’Andrea, Tiberio Foiadelli, Francesco
Gatti, Giuseppe Gerali, Giovanna Ghisleni, Lorenzo Greco, Nicola
Leffi, Marco Locatelli, Silvano Martinelli, Alba Masciello, Valentina
Massarelli, Pasquale Mirabella, Guido Paganoni, Ida Pesenti, Gritti,
Giovanna Russo, Giuseppe Santoro e Maria Luisa Tamborra.
Sono loro ad accompagnarci
presso la sala consiliare di Palazzo Tasso dove ci raggiunge il
sindaco, Guido Vicentini, ricandidato alla poltrona di primo cittadino
nella coalizone di centro sinistra. Qui si presentano i nostri candidati
europei della circoscrizione, introdotti da Giampiero Benigni, coordinatore
provinciale.
C’è Pignocchino,
che racconta della sua esperienza nel mondo dell’associazionismo
e del volontariato, e c’è Maria Grazia Forcella che dall’89
lavora a Bruxelles.
Prende la parola Guido
Vicentini:
<Noi crediamo che
la coalizione di questi partiti di forte tradizione culturale siano
la differenza tra il centro sinistra e le altre formazioni. Da questo
i cittadini si devono sentire garantiti per una politica di tipo
trasparente>.
Interviene anche Pierluigi
Mantini che riprende il tema della Lega, così pressante in
questa zona.
<E’ tempo di chiedere
il conto alla Lega e a quelle forze che non si sono prese la briga
di contrastare questa forma di federalismo, una forma di federalismo,
mi verrebbe da dire, di tipo balcanico>.
Massimo Riva punta il
dito sulla necessità delle riforme. Poi dice:
<Fino ad ora la nostra
strategia a Bruxelles è stata rapsodica: i nostri rappresentanti
duravano al massimo sei mesi. Non è questa la strada>.
Le conclusioni sono affidate
a Massimo Cacciari.
<In queste ultime
battute, la campagna elettorale si svolge sotto l’aura di una sorta
di referendum: votate Forza Italia se volete che il governo vada
a casa, votate i Ds se volete che il governo resti. Non si parla,
insomma, per niente di Europa.
Fatto l’Euro – continua
– le riforme non sono andate avanti perché non c’è
stato accordo tra le forze della coalizione. Come pure si è
avvallata l’idea che sia la Lega a parlare di federalismo, mentre
quello della Lega è piuttosto una forma di nazionalismo.
I Democratici, allora, vogliono rilanciare la coalizione ma non
nei termini di allora. Va anch’essa riformata sulla base di programmi
omogenei. A questo dovremo rispondere il giorno dopo il 13 giugno>.
La giornata si conclude
con una pizzata ad un'ora in cui le persone normali si farebbero
un cornetto con un cappuccino.
Tutti in branda per poche
ore e poi via per l'ultima giornata ferroviaria che ci portara'
fino a Milano.