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20/07/07 - 19:51

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
9 Giugno 1999
BERGAMO: ore 20:25
La sessantaseiesima tappa

Il sito del comune
Bergamo

I cittadini bergamaschi ci accolgono in stazione esterrefatti e ci spiegano perche': per la prima volta negli ultimi 40 anni un treno da Milano arriva in orario. Gli orari ferroviari del 1870, ci dicono, davano per la tratta Bergamo - Milano dei tempi di percorrenza inferiori a quelli di oggi. Allora pero' c'era il doppio binario. Ora ce n'e' uno solo.

A Bergamo sono in tanti i candidati alle amministrative che vengono ad accoglierci in serata alla stazione.

Per le elezioni comunali ci sono Claudio Malinverni, Francesca Allievi, Daniela Carminati, Giampiero Costantini, Gaetano D’Andrea, Tiberio Foiadelli, Francesco Gatti, Giuseppe Gerali, Giovanna Ghisleni, Lorenzo Greco, Nicola Leffi, Marco Locatelli, Silvano Martinelli, Alba Masciello, Valentina Massarelli, Pasquale Mirabella, Guido Paganoni, Ida Pesenti, Gritti, Giovanna Russo, Giuseppe Santoro e Maria Luisa Tamborra.

Sono loro ad accompagnarci presso la sala consiliare di Palazzo Tasso dove ci raggiunge il sindaco, Guido Vicentini, ricandidato alla poltrona di primo cittadino nella coalizone di centro sinistra. Qui si presentano i nostri candidati europei della circoscrizione, introdotti da Giampiero Benigni, coordinatore provinciale.

C’è Pignocchino, che racconta della sua esperienza nel mondo dell’associazionismo e del volontariato, e c’è Maria Grazia Forcella che dall’89 lavora a Bruxelles.

Prende la parola Guido Vicentini:

<Noi crediamo che la coalizione di questi partiti di forte tradizione culturale siano la differenza tra il centro sinistra e le altre formazioni. Da questo i cittadini si devono sentire garantiti per una politica di tipo trasparente>.

Interviene anche Pierluigi Mantini che riprende il tema della Lega, così pressante in questa zona.

<E’ tempo di chiedere il conto alla Lega e a quelle forze che non si sono prese la briga di contrastare questa forma di federalismo, una forma di federalismo, mi verrebbe da dire, di tipo balcanico>.

Massimo Riva punta il dito sulla necessità delle riforme. Poi dice:

<Fino ad ora la nostra strategia a Bruxelles è stata rapsodica: i nostri rappresentanti duravano al massimo sei mesi. Non è questa la strada>.

Le conclusioni sono affidate a Massimo Cacciari.

<In queste ultime battute, la campagna elettorale si svolge sotto l’aura di una sorta di referendum: votate Forza Italia se volete che il governo vada a casa, votate i Ds se volete che il governo resti. Non si parla, insomma, per niente di Europa.

Fatto l’Euro – continua – le riforme non sono andate avanti perché non c’è stato accordo tra le forze della coalizione. Come pure si è avvallata l’idea che sia la Lega a parlare di federalismo, mentre quello della Lega è piuttosto una forma di nazionalismo. I Democratici, allora, vogliono rilanciare la coalizione ma non nei termini di allora. Va anch’essa riformata sulla base di programmi omogenei. A questo dovremo rispondere il giorno dopo il 13 giugno>.

La giornata si conclude con una pizzata ad un'ora in cui le persone normali si farebbero un cornetto con un cappuccino.

Tutti in branda per poche ore e poi via per l'ultima giornata ferroviaria che ci portara' fino a Milano.