ASTI: ore 16:25
La sessantesima tappa
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Asti è nel cuore
del Piemonte, proprio qui, dove si fece l'Italia.
I nomi delle vie lo ricordano
ad ogni svolta: via Cavour, piazza Statuto, via Vittorio, via Garibaldi,
che sono poi le strade che percorriamo con il Massimo Cacciari e
gli altri candidati.
Ma prima parte la banda,
che ci accompagna per tutto il tragitto, mentre apre il corteo Stella,
l’asinella portata qui a vedere il treno, che però non ha
molta voglia né di farsi fotografare, né di farsi
tutto il corteo.
Questa è una vera
città "ridente", con belle strade, case, palazzi
e chiese che sfilano in una irregolarità piacevole a vedersi,
negozi aperti e molta gente che all’arrivo del corteo si gira e
dice: <Guarda, c’è il sindaco di Venezia>. Sembra che
non tutti sappiano che si è candidato nella parte opposta
alla sua terra,
Il Nord Est, ma lo seguono
e il corteo diventa sempre più lungo. Stella resiste, arriviamo
in un bar di via Garibaldi dove ci aspetta il candidato alla presidenza
della Provincia, Giuseppe Goria.
<Qui abbiamo costruito
la coalizione del Grappolo – dice Goria – e siamo l’unica città
del Piemonte in cui siamo riusciti ad unire tutti i partiti di centro-sinistra,
compresi Rifondazione e i Comunisti Italiani. Credo che quella che
stiamo facendo agli italiani sia una bella proposta>.
Ad ascoltare Massimo
Cacciari ci sono oltre duecento persone, intorno a quel piccolo
bar. Parla naturalmente del bisogno di riforme, e ricorda la necessità
fondamentale dell’autonomia e del potere delle città, senza
la quale, non si arriva in Europa. Intanto per ora dobbiamo arrivare
al treno, completi di asinella, banda e corteo. Ci aspetta il treno,
e ci aspetta Torino.
" Fra venti minuti
saremo ad Torino dove arriveremo alle 18:35.