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20/07/07 - 19:51

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
8 Giugno 1999
ASTI: ore 16:25
La sessantesima tappa

Asti è nel cuore del Piemonte, proprio qui, dove si fece l'Italia.

I nomi delle vie lo ricordano ad ogni svolta: via Cavour, piazza Statuto, via Vittorio, via Garibaldi, che sono poi le strade che percorriamo con il Massimo Cacciari e gli altri candidati.

Ma prima parte la banda, che ci accompagna per tutto il tragitto, mentre apre il corteo Stella, l’asinella portata qui a vedere il treno, che però non ha molta voglia né di farsi fotografare, né di farsi tutto il corteo.

Questa è una vera città "ridente", con belle strade, case, palazzi e chiese che sfilano in una irregolarità piacevole a vedersi, negozi aperti e molta gente che all’arrivo del corteo si gira e dice: <Guarda, c’è il sindaco di Venezia>. Sembra che non tutti sappiano che si è candidato nella parte opposta alla sua terra,

Il Nord Est, ma lo seguono e il corteo diventa sempre più lungo. Stella resiste, arriviamo in un bar di via Garibaldi dove ci aspetta il candidato alla presidenza della Provincia, Giuseppe Goria.

<Qui abbiamo costruito la coalizione del Grappolo – dice Goria – e siamo l’unica città del Piemonte in cui siamo riusciti ad unire tutti i partiti di centro-sinistra, compresi Rifondazione e i Comunisti Italiani. Credo che quella che stiamo facendo agli italiani sia una bella proposta>.

Ad ascoltare Massimo Cacciari ci sono oltre duecento persone, intorno a quel piccolo bar. Parla naturalmente del bisogno di riforme, e ricorda la necessità fondamentale dell’autonomia e del potere delle città, senza la quale, non si arriva in Europa. Intanto per ora dobbiamo arrivare al treno, completi di asinella, banda e corteo. Ci aspetta il treno, e ci aspetta Torino.

" Fra venti minuti saremo ad Torino dove arriveremo alle 18:35.