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ALESSANDRIA:
ore 15:05
La cinquantanovesima tappa
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"Sindaco Cacciari,
qual e' il messaggio che dobbiamo dare per trovare elettori tra
quella che un tempo si chiamava le borghesia?".
Ad Alessandria, Massimo
Cacciari ed i candidati del nord-ovest incontrano alcuni amici dei
Democratici nel bar davanti alla stazione.
Sono loro a chiedere
al sindaco di Venezia consigli per questa campagna elettorale ormai
agli sgoccioli. Il sindaco risponde:
<E’ vero, uno dei
punti piu' importanti della nostra azione e' convincere il ceto
medio produttivo della bonta' del nostro progetto, per ragioni che
riguardano il proprio interesse. Bisogna dire ad un ipotetico imprenditore
che una serie di possibilita' di sviluppo della sua attivita' non
passa piu' per i canali tradizionali. Va convinto che deve essere
cointeressato ad una riforma del sistema paese perche' per fare
buoni affari non basta piu' essere bravo nella propria azienda.
Va persuaso il nostro interlocutore ad essere interessato alle riforme
del suo paese perche' lui fa parte di una rete e in quella rete
lui puo' essere un pesce che vi rimane impigliato o essere in relazione
con gli altri soggetti>.
Poi continua:
<Se il nostro interlocutore
fa parte di coloro che sono attratti da messaggi liberisti selvaggi,
bisogna spiegargli che nessun vero liberismo e' possibile senza
norme e regole ben precise e che un liberismo selvaggio creerebbe
solo contraddizioni e conflitti sociali in cui non e' pensabile
avere uno sviluppo. La via del liberismo e' astratta e utopistica
e non era liberismo nemmeno quella della signora Thatcher.
E se proprio non riusciamo
a convincere il nostro imprenditore a votare per il centro sinistra
– conclude – almeno che si dia da fare per costruire una destra
seria>.
Fuori dal bar, insieme
agli altri candidati, un rito scaramantico: un lancio di pallonici
colorati verso il cielo.
Fra venti minuti saremo
ad Asti dove arriveremo alle 16:20.