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20/07/07 - 19:51

Il treno de i DEMOCRATICI
per l'Europa che vogliamo
8 Giugno 1999

 

ALESSANDRIA: ore 15:05
La cinquantanovesima tappa

"Sindaco Cacciari, qual e' il messaggio che dobbiamo dare per trovare elettori tra quella che un tempo si chiamava le borghesia?".

Ad Alessandria, Massimo Cacciari ed i candidati del nord-ovest incontrano alcuni amici dei Democratici nel bar davanti alla stazione.

Sono loro a chiedere al sindaco di Venezia consigli per questa campagna elettorale ormai agli sgoccioli. Il sindaco risponde:

<E’ vero, uno dei punti piu' importanti della nostra azione e' convincere il ceto medio produttivo della bonta' del nostro progetto, per ragioni che riguardano il proprio interesse. Bisogna dire ad un ipotetico imprenditore che una serie di possibilita' di sviluppo della sua attivita' non passa piu' per i canali tradizionali. Va convinto che deve essere cointeressato ad una riforma del sistema paese perche' per fare buoni affari non basta piu' essere bravo nella propria azienda. Va persuaso il nostro interlocutore ad essere interessato alle riforme del suo paese perche' lui fa parte di una rete e in quella rete lui puo' essere un pesce che vi rimane impigliato o essere in relazione con gli altri soggetti>.

Poi continua:

<Se il nostro interlocutore fa parte di coloro che sono attratti da messaggi liberisti selvaggi, bisogna spiegargli che nessun vero liberismo e' possibile senza norme e regole ben precise e che un liberismo selvaggio creerebbe solo contraddizioni e conflitti sociali in cui non e' pensabile avere uno sviluppo. La via del liberismo e' astratta e utopistica e non era liberismo nemmeno quella della signora Thatcher.

E se proprio non riusciamo a convincere il nostro imprenditore a votare per il centro sinistra – conclude – almeno che si dia da fare per costruire una destra seria>.

Fuori dal bar, insieme agli altri candidati, un rito scaramantico: un lancio di pallonici colorati verso il cielo.

Fra venti minuti saremo ad Asti dove arriveremo alle 16:20.